lunedì 28 marzo 2022

Čadrg dalla Tolminska Korita

Dal punto panoramico di Čadrg






Tolminska Korita






Dalla Tolminska Korita a Čadrg (foto Daniela Durissini)

Tutti gli anni, nel mese di. marzo, saliamo al paese di Čadrg, isolato tra i monti, sopra Tolmino, nel Parco Nazionale del Triglav. Ormai è diventata una consuetudine, interrotta solo per causa di forza maggiore. Quando vi siamo arrivati per la prima volta la strada era quasi tutta sterrata, mentre oggi si cammina su un tratto piuttosto lungo di asfaltato, percorso da pochissime auto, ma all'inizio ed alla fine si sale su due bellissimi tratti di sentiero, che ripagano ampiamente della perdita della vecchia rotabile in ghiaino. Il dislivello complessivo fa di questa escursione un buon inizio per l'allenamento in vista della stagione estiva ed i monti sono magnifici, ancora in parte coperti di neve. Anche le fioriture sono eccezionali e poi c'è la Tolminska Korita, da cui si parte, con il bel percorso (a pagamento) tra le acque impetuose dei torrenti montani ed ancora la Grotta di Dante, dove si dice che il poeta prese ispirazione per alcuni passi della sua Commedia. A Čadrg vive una piccola comunità di gente laboriosa, dedita all'agricoltura ed all'allevamento e vi sono alcuni caseifici che producono e vendono dell'ottimo formaggio. L'escursione però si conclude un po' dopo Čadrg, al punto panoramico. Qui, in una spianata che si affaccia sulla valle sottostante dove si trova la chiesa di Javorca, ci si ferma in un luogo magico. Un tempo si credeva che fosse frequentato dalle streghe ed artisti locali hanno riprodotto simboli magici e spiriti dei boschi sulla palizzata in legno che chiude il grande salto verso la vallata, mentre uno xilofono restituisce la voce della montagna assieme a quella, di sottofondo, del vento. 

giovedì 24 marzo 2022

Un soggiorno al rifugio Zsigmondy-Comici ovvero l'occasione rende l'uomo ladro

Val Fiscalina. Croda dei Toni (Foto Daniela Durissini)

Molti anni fa l'ESCAI della XXX Ottobre organizzò un soggiorno al rifugio Zsigmondy-Comici in Alta Val Fiscalina, proprio sotto le pareti nord della magnifica Croda dei Toni. Quasi tutti i ragazzi fecero una settimana, qualcuno, come me, ne fece due (lunghissime). Tutti i giorni al mattino si faceva una lunga escursione, molto spesso complessa e con qualche difficoltà tecnica (Strada degli Alpini, Monte Popera, Giro dei Rifugi), mentre il pomeriggio era dedicato alle brevi e divertentissime arrampicate di allenamento nei dintorni della struttura. La sera ci ritrovavamo tutti attorno alla tavola per quella che auspicavamo essere una buona ed abbondante cena, puntualmente delusi tanto dalle capacità del cuoco quanto dalla quantità del cibo, davvero scarsa per dei giovani atleti, per la maggior parte nel pieno dell'adolescenza. Così una sera, quando dopo il minestrone, arrivarono i dolci, consistenti in una frolla tipo curabiè, mangiai la mia porzione, nascosi il piattino e dissi di non averla ricevuta. Me ne portarono un'altra, ma quando tutti i dolci furono distribuiti si scoprì che ne mancava uno, perché il cuoco non solo li aveva contati, li aveva proprio fatti nel numero esatto dei ragazzi presenti! Ricordo ancora adesso la vergogna per quell'innocente trucchetto e per l'unico furto commesso in tutta la mia vita, dovuto alla fame. Confessai subito  la cosa, arrossendo come un pomodoro, ma ormai non c'era rimedio. Il giorno seguente ottenemmo il permesso di scendere a valle, solo noi ragazzi, per comprarci qualcosa da mangiare. Chi conosce il sentiero per il rifugio sa che non si tratta proprio di due passi, ma la necessità era reale e dovevamo far qualcosa. Arrivammo a Sesto ed iniziammo a discutere tra noi su che cosa comprare, cercando ovviamente qualcosa di energetico, ma eravamo agli inizi degli anni '70 e la bottega non offriva chissà che. Optammo per delle marmellate, dei biscotti, del pane e, tornando al rifugio, ci fermammo nei prati a raccogliere il tarassaco. Tornati al Zsigmondy-Comici, prendemmo il catino dove ci si lavava e mettemmo dentro il tarassaco, unendoci non ricordo bene se del tonno o del formaggio. E mangiammo con soddisfazione verdura. Potrebbe sembrare bizzarro ma ricordo con nostalgia quei tempi, ed anche la fame patita, perché eravamo un gruppo coeso, eravamo giovanissimi e felici, e stavamo scoprendo la vita in montagna. Quelle due settimane, alle quali seguì un'altra, itinerante, tra Giulie e Carniche, sono rimaste per sempre nel mio cuore e sono state la mia scuola d'alpinismo. 

Val Resia. Ta Lipa pot

Scorci dal Ta Lipa pot. Percorso lungo (foto Daniela Durissini) Che bella e solitaria la Val Resia, così appartata, fuori dai grandi flussi ...